C’era una volta… San Valentino

  1. Homepage
  2. Educazione sessuale e cultura
  3. C’era una volta… San Valentino
san-valentino

Si celebra oggi San Valentino, la “Festa degli Innamorati”. Fiori, cioccolatini, bigliettini e doni vari per confermare (o svelare) all’altro il proprio amore e impegno. Un vero e proprio fenomeno globale da miliardi di euro che nel corso dei decenni ha generato anche un certo scetticismo nei confronti di questa ricorrenza, considerata sempre più un prodotto commerciale che una giornata legata all’amore.

Ma è davvero così? Pur riconoscendo una certa quota di speculazione economica su questa giornata, non si può far a meno di ammettere che, volenti o nolenti, San Valentino entra in tutte le case, sia in quelle degli inguaribili romantici che in quelle dei più ferventi anticonformisti. Ma che vi riconosciate o meno nell’una o nell’altra categoria il mio obiettivo, in questa ricorrenza, è quello di raccontarvi una storia: una storia che ha inizio nell’Antica Roma.

Cap.1. Tutto ebbe inizio dai Lupercalia

Ci troviamo a Roma, nell’Antica Roma, in cui rituali pagani e vita politica e commerciale si intrecciano inesorabilmente dando vita a liturgie, culti e cerimonie di ogni tipologia. Siamo a febbraio, il mese della purificazione, il mese in cui si celebrano in modo propiziatorio varie divinità per prepararsi al nuovo anno (che per i romani ha inizio il 1° marzo). Tra le festività più importanti c’è quella dei Lupercalia (13-15 febbraio) – in onore di Luperco, divinità rurale invocata a favore della fertilità.

Tra le diverse consuetudini tipiche dei Lupercalia, due in particolare possono risultare particolarmente interessanti per il nostro viaggio. Prima fra tutte la “lotteria a sfondo amoroso” in cui, dopo aver messo in un’urna un elenco di nomi di uomini e donne, un bambino estrae a sorte delle coppie che hanno l’obbligo di convivere per tutto l’anno successivo allo scopo di provvedere alla fertilità della comunità con il benestare degli dei. Ma il vero apice dei festeggiamenti si ha quando un gruppo di giovani nudi (devoti al dio) iniziano a correre attorno al Palatino con delle fruste in mano destinate a percuotere matrone romane e donne incinte che, spontaneamente, si offrono come segno di buon auspicio e fecondità.

Stiamo iniziando a scoprire delle origini piuttosto erotiche e licenziose di questa festa, ben lontane da una sua versione romantica che prende oltretutto il nome di un Santo. Ma giusto un attimo di pazienza e ci arriviamo.

Cap.2. Il Trattato di Papa Gelasio I

Siamo ancora nell’Antica Roma e nonostante la graduale cristianizzazione dei culti pagani i Lupercalia continuano a sopravvivere indisturbati per secoli. Ma il loro carattere licenzioso e trasgressivo non può restare impunito per sempre. E così, nel 496 d.C., Papa Gelasio I – dopo aver spedito numerose lettere di reclamo al Senato – riesce nel suo intento di renderli “fuori legge”. Ma i Lupercalia sono una festività molto sentita dal popolo Romano, al punto che non vengono del tutto “cancellati” quanto, piuttosto, trasformati per “cristianizzarne” il significato. Vengono quindi istituite due date:

– il 2 febbraio per celebrare la “purificazione di Maria” (ricorrenza denominata secoli dopo Candelora) invece della “purificazione della città”;

– il 14 febbraio per celebrare l’”amore cristiano” invece della fecondità trasgressiva e senza regole. Per rafforzare il suo pensiero Papa Gelasio I sceglie di consacrare questa giornata a Valentino, santo e martire vissuto circa un secolo prima.

Cap.3. Quindi chi è Valentino?

Nella storia della Chiesa Cristiana i santi di nome Valentino sono stati numerosi, ma c’è ormai un forte consenso generale a identificare il martire scelto da Papa Gelasio I con il Vescovo di Terni che morì nel terzo sec. d.C. per ordine dell’Imperatore Aureliano.

Valentino era un giovane romano di origine patrizie, convertito al cristianesimo ed eletto vescovo di Terni a soli 21 anni. Come mai è stato scelto proprio lui come simbolo dell’amore cristiano? Le leggende che lo riguardano sono numerose ma tre, forse, sono le più rappresentative:

– si narra che possedesse un grande e curatissimo giardino in cui i bambini del posto giocavano quotidianamente. In seguito alla sua carcerazione questo spazio magico rimase chiuso con un lucchetto finché il Santo, in cella, non ricevette la visita di due piccioni viaggiatori al collo di uno dei quali (nascosto in un sacchetto a forma di cuoricino) nascose la chiave che apriva il suo giardino con un bigliettoA tutti i bambini che amo, dal vostro Valentino”;

– sembra inoltre che Valentino un giorno, passeggiando, incontrò due giovani che stavano animatamente discutendo tra loro. Senza proferire parola andò loro incontro porgendogli una rosa del suo amato giardino e così i due ragazzi si riconciliarono; una seconda versione, di origine statunitense, narra che il Santo sia riuscito a far riappacificare i due giovani facendo volare intorno a loro numerose coppie di piccioni innamorati;

– infine sembra che all’epoca in cui visse il Santo, l’imperatore Claudio II emise un editto secondo il quale i giovani in età di leva non potessero sposarsi né fidanzarsi perché più adatti alla guerra che al matrimonio. Valentino si oppose fortemente a questa decisione al punto da contravvenire all’imposizione imperiale e celebrare, nonostante tutto, un’unione tra due giovani.

Che si tratti di leggende o meno questi racconti non solo aiutano a comprendere perché Papa Gelasio I sceglie proprio Valentino per rappresentare l’amore cristiano ma ci permettono anche di collegare come mai, nel 2018, questa ricorrenza sarà così fortemente rappresentata da oggetti come le rose, i biglietti, i lucchetti e le chiavi.

Cap.4. Dal martire cristiano alla Festa degli Innamorati

Nonostante la storia fin qui raccontata potrebbe, già da sola, aiutarci a capire le fonti cristiano/pagane di questa ricorrenza dobbiamo comunque fare un altro salto in avanti nel tempo per poter realmente capire le origini moderne della Festa degli Innamorati. Questa volta si tratta di un lungo viaggio di quasi un millennio.

Infatti si inizierà a parlare davvero di “amore romantico” associato al 14 febbraio solo nel 1400, quando, secondo una delle tesi più accreditate, Geoffrey Chaucer – nel suo poema «Parlamento degli uccelli» – riporta questa data come quella del famoso fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia. Sempre nello stesso periodo, a Parigi, viene istituito l’”Alto Tribunale dell’Amore” (un’istituzione finalizzata a decidere su controversie legate a tradimenti o violenza contro le donne), e in Inghilterra il Duca Carlo d’Orleans, imprigionato nella Torre di Londra, spedisce una lettera d’amore a sua moglie Valentine.

Ma l’idea di farne un vero e proprio business mondiale risale alla fine del 1800 quando l’imprenditrice statunitense Esther Howland comincia a produrre biglietti di amore di San Valentino su scala industriale. Ed è proprio dal questo momento che inizia la catena commerciale di eventi che ci riporta fino ai nostri giorni.

Siamo dunque giunti alla fine di questa storia, durata oltre 2 millenni. Abbiamo scoperto una passato fatto di culti e leggende, di racconti passionali e amori infelici, di idee imprenditoriali e di globalizzazione. Abbiamo svelato le vere origini della Festa di San Valentino: origini che, proprio come l’amore, son caratterizzate da forti contraddizioni e in cui realtà e fantasia si intrecciano sempre in un vortice di forti emozioni.

Avatar

Marta Giuliani

Autore da:  18 aprile 2018

Sono socia fondatrice della Società Italiana di Sessuologia e Psicologia, presso la quale svolgo la mia attività di Psicologa e Sessuologa.

Membro della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS) e dell’Associazione Sessuologi Italiani (ASI), ho conseguito nel 2014 la Certificazione di “Psico-Sessuologa Europea” (European Certified Psycho-Sexologist) – rilasciata dalla European Society for Sexual Medicine (ESSM) e dalla European Federation of Sexology (EFS) – che attesta il conseguimento di una formazione di alto livello nell’ambito della Sessuologia e della Medicina Sessuale.

Nel 2018 ho partecipato come ospite all'evento TEDxUNIPV "Eureka: join the future" con un intervento dal titolo "Il futuro della sessualità: dalla libertà del piacere al piacere di essere liberi".

Convinta dell’importanza di promuovere una cultura corretta del benessere psicologico dell’individuo, mi occupo da anni di formazione e divulgazione scientifico/mediatica su tematiche di diversa natura. In particolare:

- collaboro con l’Ordine degli Psicologi del Lazio anche come blogger di “Sessual-mente parlando”;

- sono membro del Comitato di Redazione del Portale di Informazione “Sessuologo.it”;

- svolgo attività di ricerca in numerosi ambiti della sessuologia e della psicologia, pubblicando su riviste scientifiche di settore quali: Vision Pro, Sexologies, Rivista di Sessuologia Clinica, Rivista di Sessuologia;

- sono autrice di capitoli per manuali di settore tra i quali “The Syllabus of Clinical Sexology” e “Identità di genere. Consulenza tecnica per la riattribuzione del sesso”;

- collaboro con diverse testate giornalistiche tra le quali: Repubblica, SuperAbile, D-Repubblica, Wired, etc.;

- intervengo come relatrice a convegni e seminari organizzati da enti e associazioni su tematiche legate al benessere sessuale e affettivo dell’individuo e della coppia.

Negli anni ho collaborato con i seguenti enti:

- Ordine degli Psicologi del Lazio in qualità di Segretaria della Consulta dei Giovani Psicologi, dei Dottori in Tecniche Psicologiche e dei Laureati in Psicologia;

- Commissione “Organizzazione dello studio professionale” dell’ODCEC (Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma) in qualità di formatrice e Membro Esterno;

- Cattedra di “Psicologia Clinica dello Sviluppo Sessuale”, presso la Facoltà di Medicina e Psicologia, Università “Sapienza” di Roma in qualità di ricercatrice;

- European Federation of Sexology (EFS) in qualità di coordinatrice della Youth Initiative Committee;

- Servizio di consulenza psico-sessuologica del Policlinico Umberto I di Roma e Dipartimento di Scienze Ginecologico-Ostetriche e Scienze Urologiche dell’Università “Sapienza” di Roma – ambulatorio “Laparoscopia, endometriosi e dolore pelvico”, in qualità di operatrice.