La sessualità nei Disturbi del Comportamento Alimentare

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I disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) ormai da diversi decenni sono oggetto di numerosi studi in ambito scientifico, sia per la loro diffusione a livello epidemiologico che per la gravità del disagio fisico, psichico e sociale che spesso li accompagna. Solo negli ultimi anni, però, è stata riconosciuta e analizzata l’alta prevalenza di difficoltà relative alla sfera sessuo-affettiva nelle persone con DCA. Il funzionamento sessuale, in queste ultime, sembra essere influenzato da alcuni elementi psicologici e comportamentali, quali l’immagine corporea, il grado di soddisfazione per la forma fisica, l’alimentazione incontrollata, i livelli di depressione, ecc..

Un’attenta valutazione di ciascuna di queste variabili, sia in fase diagnostica che di trattamento, rappresenta una condizione imprescindibile per una gestione efficace delle problematiche sessuologiche connesse ad anoressia nervosa, bulimia e binge eating.

L’esperienza traumatica dell’abuso sessuale

Gli studi dedicati ai DCA fino a tempi recentissimi hanno esplorato il legame tra sessualità e alimentazione nelle sue implicazioni a livello psicopatologico focalizzandosi prevalentemente sull’analisi delle possibili conseguenze di una storia d’abuso sessuale infantile. Quest’ultimo è stato proposto come fattore di rischio per l’inizio o il mantenimento di un disagio nella sfera del comportamento alimentare, ed è stato spesso associato ad una immagine corporea negativa, una più alta probabilità di sviluppare una disfunzione sessuale, una minore soddisfazione sessuale (Castellini et al., 2013). L’esperienza traumatica dell’abuso costringe spesso la vittima a sviluppare delle difese che a livello psichico possono tradursi in un’avversione per il corpo che ha alimentato il desiderio sessuale nell’abusante. Nell’anoressia nervosa tale processo si manifesta con un bisogno di controllo estremo sul peso corporeo al fine di annullare o mascherare la dimensione sessuata del proprio aspetto. Nella bulimia e nel binge eating le cosiddette “abbuffate”, possono essere lette come tentativi inappropriati di gestire i dolorosi vissuti emotivi (sentimenti di vuoto, stati depressivi, sentimenti di colpa, rabbia, ecc.) che spesso ricorrono nelle vittime di abuso sessuale.

I DCA sono spesso correlati a stati emotivi dolorosi. Il cibo, in tal senso, può rappresentare una forma di autoregolazione emotiva. Non è un caso che tra i fattori scatenanti più citati della condotta alimentare di tipo incontrollato si registrino condizioni di stress e abbassamento del tono dell’umore. Per questo motivo gli episodi di binge eating sono stati descritti anche in termini di emotional eating. Naturalmente tali tentativi di gestire emozioni troppo destabilizzanti, dopo un sollievo momentaneo, si rivelano altamente disfunzionali, accompagnandosi a vissuti di imbarazzo, colpa e vergogna conseguenti all’abbuffata.

Le preoccupazioni relative all’immagine corporea

Con l’espressione “immagine corporea” ci si riferisce ad un costrutto multidimensionale che comprende l’insieme delle percezioni, valutazioni ed emozioni attraverso cui la persona sperimenta il proprio corpo. Un’immagine corporea negativa è connotata da vissuti d’insoddisfazione che condizionano frequentemente gli atteggiamenti individuali in ambito relazionale e sessuale.

Una rassegna della letteratura scientifica ha evidenziato come tale variabile abbia una profonda influenza sulla sessualità (Woertman, van den Brink, 2012). In particolare, è stato riscontrato che l’insieme delle valutazioni negative sul proprio corpo e un atteggiamento eccessivamente orientato all’osservazione di sé durante l’attività sessuale tendono ad associarsi ad una minore soddisfazione sessuale, ad una più alta prevalenza di disfunzioni sessuali (quali il Disturbo del Desiderio e l’Anorgasmia), ad una maggiore assunzione di comportamenti sessuali a rischio, ad una più frequente adozione di atteggiamenti tesi ad evitare esperienze di intimità nella sfera sessuo-affettiva. Le preoccupazioni connesse alla propria immagine corporea in questi casi favorirebbero la “proliferazione” di pensieri “distraenti” che compromettono il contatto con le emozioni e le sensazioni associate al piacere.

Uno studio di Dunkley e colleghi (2016) sembra confermare la relazione tra preoccupazioni per la forma fisica e sessualità, rilevando come nei disordini nell’alimentazione tenda ad evidenziarsi un maggiore timore per il corpo e per la prestazione sessuale, oltre che più frequenti sentimenti di inadeguatezza associati ai rapporti sessuali.

Intervenire sulle componenti alla base del disagio sessuale

Come si è visto Le problematiche legate ai DCA, quali la fame emotiva, l’alimentazione incontrollata e le preoccupazioni per la propria forma fisica, possono essere considerate dei fattori che contribuiscono all’insorgenza e al mantenimento delle difficoltà nella sfera sessuo-affettiva. In tal senso, durante il trattamento delle disfunzioni sessuali andrà tenuto in debito conto l’intervento su tali variabili. Ciò può rivelarsi non sufficiente, se non si considera il possibile contributo di fattori depressivi, che giocano spesso un ruolo chiave nella genesi dei DCA, soprattutto quando è presente una storia d’abuso sessuale. La depressione, infatti, è correlata significativamente ad un calo del desiderio sessuale, sebbene quest’ultimo possa essere anche il risultato di un ipogonadismo legato al deperimento fisico (ancora più evidente nell’anoressia nervosa). In ogni caso, la definizione di un progetto d’intervento integrato, che coinvolga diverse figure professionali (endocrinologo, nutrizionista, psicosessuologo, ecc.), costituisce l’approccio più auspicabile.

Il rifiuto sessuale e l’eccessiva disponibilità costituiscono le facce opposte di una difficoltà di fondo, spesso presente nelle persone con un DCA, a coinvolgersi emotivamente in una relazione amorosa e sessuale. L’illusione che il solo controllo del peso corporeo o che la gestione dei vissuti dolorosi attraverso l’assunzione di cibo possano risolvere i conflitti individuali e interpersonali contribuisce a rafforzare un circolo vizioso la cui interruzione dipenderà dal riconoscimento di quei meccanismi intrapsichici e relazionali che stanno alla base del disagio, oltre che dall’individuazione di strategie più efficaci di regolazione emotiva.

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Gaetano Gambino

Autore da:  19 Aprile 2018

Psicoterapeuta a orientamento umanista e bioenergetico, esperto in sessuologia, è Socio Fondatore della SISP – Società Italiana di Sessuologia e Psicologia, dove svolge la sua attività clinica.
Da diversi anni partecipa alla progettazione e alla realizzazione di corsi di aggiornamento e seminari rivolti a studenti, medici, psicologi, operatori socio-sanitari ed educatori.È autore di diverse pubblicazioni scientifiche e divulgative nell’area della sessuologia e della psicologia, anche a livello internazionale