Le nuove frontiere del piacere femminile

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Le brave ragazze fanno sesso? Certo che sì. Alle brave ragazze il sesso può anche piacere, purché non piaccia troppo. Ma le brave ragazze non bramano il sesso. Le brave ragazze non respirano sesso, non vivono per il sesso. Tutto questo è per le cattive ragazze. […] Quindi vi chiedo, di nuovo: che cosa vi ferma? Che cosa vi ostacola? Perché non siete cattive?

Così scrive Barbara Keesling nel suo celebre libro “Il piacere è tutto mio”, in cui – in modo intelligente ed ironico – descrive il fantastico mondo della sessualità femminile dedicandolo a tutte quelle donne che non hanno mai preso sul serio i propri desideri per invitarle, finalmente, a diventare più consapevoli del proprio piacere.

Cos’è il piacere sessuale?

Il piacere sessuale, in poche parole, può essere definito come un costrutto che comprende tutti quei sentimenti che vengono valutati eroticamente positivi dalla donna e che possono andare dalle sensazioni più rilassanti (come ad esempio nei massaggi erotici) all’esplosione di sensazioni tipiche dell’orgasmo.

Nel 2000 un panel di esperti della sessualità femminile ha affermato che spesso l’eccitazione sessuale della donna è più una forma mentale che una piena consapevolezza dei propri cambiamenti genitali, ad indicare che – quando parliamo di piacere – entrano in gioco tanto aspetti fisiologici quanto elementi emotivi, cognitivi e culturali. Ci troviamo di fronte ad un processo che inizia con una semplice stimolazione dei recettori sensoriali (uditivi, visivi, olfattivi, gustativi o tattili), per poi passare ad un’interpretazione soggettiva di tali segnali che, in base alla propria storia personale, possono essere vissuti come sessualmente eccitanti oppure essere scartati come neutri o, addirittura, sgraditi.

Piacere sessuale e orgasmo sono la stessa cosa?

Nonostante spesso questi due termini vengano usati come sinonimi, la risposta è no! L’orgasmo, infatti, può essere definito come uno dei possibili esiti ed indicatori del piacere sessuale che, comunque, né si identifica né si esaurisce in esso.

Purtroppo sono numerosi gli Autori che, definendo l’orgasmo l’indicatore più efficace del piacere, hanno favorito uno studio di quest’ultimo più direzionato a tale manifestazione piuttosto che ad un processo autonomo in grado di spiegare l’intera risposta sessuale femminile. Recenti e approfondite ricerche, però, hanno evidenziato che l’orgasmo viene considerato dalle donne solo come uno degli elementi centrali in grado di influenzare o meno la loro percezione di piacere sessuale. Accanto ad esso fattori quali le influenze culturali, il grado di coinvolgimento con il/la partner, i livello di ansia associati all’intimità e il grado di consapevolezza di sé e del proprio corpo risultano altrettanto responsabili del livello di piacere percepito.

Cosa cercano le “cattive ragazze”?

Fino a pochi decenni fa tutto ciò che di ludico e ricreativo era legato alla sessualità sembrava esclusivo appannaggio del mondo maschile, al cui uso e consumo sono state pubblicate “riviste hard”, prodotti video pornografici e aperti siti internet dedicati.

Ma, volendo riprendere l’ironica definizione che Barbara Keesling da delle donne consapevoli della propria sessualità, alcuni recenti fenomeni ci costringono ad ammettere che le “cattive ragazze” fortunatamente esistono e che le cose (finalmente) stanno cambiando!

Il successo planetario del bestseller Cinquanta sfumature di grigio e il crescente boom di vendite di Sex Toys sono un chiaro segnale della crescente attenzione del mondo mediatico ed economico al piacere sessuale femminile e, di conseguenza, di come sia cambiato lo scenario erotico delle donne negli ultimi decenni. Pur mantenendosi ancora intatti diversi pregiudizi e taboo, è ormai evidente che la donna sta iniziando ad assumere una maggiore consapevolezza della propria femminilità, del proprio corpo e delle proprie fantasie, andando alla ricerca di una nuova espressione autentica del proprio piacere sessuale.

Sex toys: scoprirli per conoscersi

Hanno nomi divertenti, sono colorati e dalle forme più o meno esplicite e sono ormai facilissimi da reperire (talvolta persino nei supermercati). Nonostante in Italia si continui a percepire una certa diffidenza nei loro confronti sembra che oltre il 45% delle donne over 30 ne abbiano acquistato almeno uno nella loro vita.

Sono numerosi gli studi che hanno sottolineato i benefici che i sex toys possono apportare al piacere individuale e di coppia. Nell’autoerotismo, ad esempio, possono favorire una migliore conoscenza del proprio corpo, delle proprie zone erogene e del tipo di stimolazioni che la donna reputa più o meno piacevoli. Inserire questi “ausili” nella coppia, invece, oltre a migliorare la comunicazione tra i partner sulle tematiche erotiche, sembra che aumenti la spontaneità del sesso, aumenti la fantasia e intensifichi il livello di piacere esperito.

Spesso rappresentano un modo giocoso e divertente di approcciare al proprio piacere e, partendo dall’assunto che la sessualità è prima di tutto una sfera ludica e conoscitiva, ne consegue l’importanza che questi “giocattoli erotici” possono rivestire nel processo del piacere femminile – sia che lo si veda da un punto strettamente fisiologico sia che lo si analizzi da un’angolatura più intima ed emotiva.

La Pornografia si tinge di rosa

In Olanda c’è un canale tivù interamente dedicato a film erotici. In Canada, invece, da circa un decennio si svolge il Feminist Porn Award, un festival completamente incentrato sulla pornografia femminile. E in Italia? Nel nostro Paese questo settore è ancora acerbo, ma esistono comunque delle esperienze significative. Si pensi, ad esempio, ai cortometraggi “Le Ragazze del Porno”, in cui le autrici Monica Stambrini e Lidia Ravviso hanno privilegiato «l’ampliamento del punto di vista sulla sessualità e sulla sua bellezza, senza distinzione di genere e orientamento sessuale e indipendente da canoni estetici imposti».

Che caratteristiche ha il porno al femminile? Rispetto a quello costruito per un pubblico esclusivamente maschile, il cosiddetto “porno in rosa” predilige film che seguono una trama, con dialoghi più elaborati e sceneggiature più realistiche. Generalmente la scene che vengono rappresentate prevedono una sessualità meno meccanica ed un maggior coinvolgimento emotivo dei personaggi. Meno clichè e più fantasia per il pubblico femminile, la cui sessualità si nutre anche e soprattutto di immaginazione e il cui piacere, come abbiamo visto, è frutto della delicata interazione di elementi fisiologici, emotivi, relazionali e culturali.

Il “piacere” da leggere: la letteratura erotica

La narrativa erotica costituisce da sempre un genere letterario molto diffuso e amato, si pensi, ad esempio, ai famosi testi di Anais Nin e del Marchese De Sade.

A partire dai “Cento colpi di spazzola” di Melissa P. (2003) fino ad arrivare all’attuale fenomeno della controversa saga di “Cinquanta sfumature di grigio” di E. L. James, l’attuale letteratura erotica mescola due ingredienti inediti e vincenti: da una parte le autrici di tali testi sono donne che scrivono per donne, permettendo così una maggiore identificazione da parte della lettrice che si accosta ad un Io narrante simile a sé, con le medesime problematiche e paure; dall’altra le situazioni descritte e le storie riportate sono intrise di trasgressione e spregiudicatezza, sdoganando la classica versione soft ed “armony” dell’erotismo femminile.

I libri usano le parole, e non le immagini, per entrare in contatto con l’altro, permettendo così alla lettrice di accedere alla propria sfera del piacere sessuale in modo creativo e personale. Se nell’uomo il piacere si attiva in modo piuttosto immediato con stimoli di natura visiva estremamente espliciti, nella donna questo si mette in moto preferibilmente con spunti che lasciano spazio alla propria fantasia, all’immaginario e alle emozioni.

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Marta Giuliani

Autore da:  18 aprile 2018

Sono socia fondatrice della Società Italiana di Sessuologia e Psicologia, presso la quale svolgo la mia attività di Psicologa e Sessuologa.

Membro della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS) e dell’Associazione Sessuologi Italiani (ASI), ho conseguito nel 2014 la Certificazione di “Psico-Sessuologa Europea” (European Certified Psycho-Sexologist) – rilasciata dalla European Society for Sexual Medicine (ESSM) e dalla European Federation of Sexology (EFS) – che attesta il conseguimento di una formazione di alto livello nell’ambito della Sessuologia e della Medicina Sessuale.

Nel 2018 ho partecipato come ospite all'evento TEDxUNIPV "Eureka: join the future" con un intervento dal titolo "Il futuro della sessualità: dalla libertà del piacere al piacere di essere liberi".

Convinta dell’importanza di promuovere una cultura corretta del benessere psicologico dell’individuo, mi occupo da anni di formazione e divulgazione scientifico/mediatica su tematiche di diversa natura. In particolare:

- collaboro con l’Ordine degli Psicologi del Lazio anche come blogger di “Sessual-mente parlando”;

- sono membro del Comitato di Redazione del Portale di Informazione “Sessuologo.it”;

- svolgo attività di ricerca in numerosi ambiti della sessuologia e della psicologia, pubblicando su riviste scientifiche di settore quali: Vision Pro, Sexologies, Rivista di Sessuologia Clinica, Rivista di Sessuologia;

- sono autrice di capitoli per manuali di settore tra i quali “The Syllabus of Clinical Sexology” e “Identità di genere. Consulenza tecnica per la riattribuzione del sesso”;

- collaboro con diverse testate giornalistiche tra le quali: Repubblica, SuperAbile, D-Repubblica, Wired, etc.;

- intervengo come relatrice a convegni e seminari organizzati da enti e associazioni su tematiche legate al benessere sessuale e affettivo dell’individuo e della coppia.

Negli anni ho collaborato con i seguenti enti:

- Ordine degli Psicologi del Lazio in qualità di Segretaria della Consulta dei Giovani Psicologi, dei Dottori in Tecniche Psicologiche e dei Laureati in Psicologia;

- Commissione “Organizzazione dello studio professionale” dell’ODCEC (Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma) in qualità di formatrice e Membro Esterno;

- Cattedra di “Psicologia Clinica dello Sviluppo Sessuale”, presso la Facoltà di Medicina e Psicologia, Università “Sapienza” di Roma in qualità di ricercatrice;

- European Federation of Sexology (EFS) in qualità di coordinatrice della Youth Initiative Committee;

- Servizio di consulenza psico-sessuologica del Policlinico Umberto I di Roma e Dipartimento di Scienze Ginecologico-Ostetriche e Scienze Urologiche dell’Università “Sapienza” di Roma – ambulatorio “Laparoscopia, endometriosi e dolore pelvico”, in qualità di operatrice.