Poliamore: facciamo un po’ di chiarezza

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poliamore

Amare più persone nella piena consapevolezza di tutti.”

Con questa frase il sito poliamore.org definisce ciò che per molti è la naturale evoluzione/una variante dell’assetto relazionale universalmente accettato, per altri l’ennesima, fastidiosa moda. Per questi ultimi, le uniche relazioni concepibili sono quelle tra due persone. Stop. Chiunque apra il proprio menage di coppia a terzi rientra nelle dinamiche del tradimento e dell’immorale.

I tratti del poliamore

A differenza di quanto si potrebbe pensare, i poliamorosi affermano a gran voce l’importanza dell’onestà all’interno della relazione; dal loro punto di vista è fondamentale che tutti i rapporti siano intessuti alla luce del sole, il consenso e la consapevolezza che il partner ha delle altrui storie di amore/sesso/vicinanza sono elementi imprescindibili.

Un iniziale senso di sbandamento e diffidenza a sentir parlare di poliamore è più che comprensibile: questa configurazione relazionale intacca tutte le nostre certezze riguardo ai legami affettivi, tutto ciò che diamo per scontato, che solitamente rappresenta la base certa da cui partiamo per interrogarci su altro. Ora non esiste più, o meglio, ora costituisce una delle possibilità.

Le non-monogamie

In realtà “Poliamore” è un neologismo-ombrello che contiene al suo interno moltissime realtà e, al contempo, è in parte assimilabile e sovrapponibile ad altre situazioni che rientrano nelle cosiddette non-monogamie.

Facciamo un po’ di chiarezza. Per non-monogamie si fa riferimento a quegli assetti relazionali che non prevedono l’esclusività della coppia, la monogamia. Oltre al poliamore di queste fanno parte, in una classificazione in continua evoluzione:

  • Semi-monogamia: una coppia può definirsi semi-monogama quando tendenzialmente prevede una relazione fondata sulla monogamia ma con incursioni di tipo sessuale da parte di terzi. Ogni coppia fissa le proprie regole: le limitazioni allo spazio concesso alla terza persona possono riguardare sia l’entità degli scambi permessi (esclusivamente baci/rapporti sessuali non coitali/rapporti sessuali coitali) sia la durata della frequentazione.
  • Poligamia: è caratterizzata dalla facoltà di uno dei due partner di sposare più persone dell’altro sesso. Si parla di “poliginia” nel caso di un uomo con più mogli, si parla di “poliandria” nel caso di una donna con più mariti.
  • Anarchia relazionale: è contraddistinta dall’eliminazione di valutazioni valoriali tra amicizia e relazioni d’amore, cosicché queste ultime non abbiano un peso maggiore. Ogni relazione è unica ed evolve in base ai bisogni di chi quella relazione la vive; altra caratteristica fondante è la mancanza assoluta di regole (che creerebbe una gerarchia di importanza tra i diversi partner) e di compromessi, ognuno deve sentirsi libero di fare ciò che crede senza obblighi nei confronti dell’altro/degli altri.
  • Scambismo: è la pratica per cui una coppia monogama decide di far entrare nella propria relazione altre persone e/o coppie esclusivamente da un punto di vista sessuale, senza coinvolgimenti affettivi.

Tipologie di Poliamore

Per quanto riguarda il Poliamore, anche in questo caso, trattandosi di relazioni, non sarebbe realistico fare riferimento a uno schema unico e rigido che rappresenti i molteplici tipi di legami affettivi esistenti.

Tra i vari tipi di poliamore:

  • Polifedeltà: tipologia di poliamore in cui vige la regola di fedeltà al gruppo per tutte le persone coinvolte: le relazioni affettive e/o sessuali devono consumarsi esclusivamente all’interno dello stesso. L’entrata di una nuova persona nella cerchia poliamorosa deve essere approvata da tutti.
  • Poliamore aperto: caratterizzato dal consenso reciproco dei partner a instaurare ulteriori legami.
  • Poliamore single: probabilmente la tipologia più diffusa, anche tra chi non si identifica poliamoroso. Consiste nell’intrecciare numerose relazioni senza avere un rapporto principale; non necessariamente si è in cerca di relazioni stabili e/o a lungo termine.

Di certo questa minuziosa stratificazione rende tutto ancora più confusivo, ma probabilmente ciò ha a che fare con il bisogno umano di classificare i concetti in modo da averli sotto controllo; difficilmente chi vive una di queste situazioni sentirà la necessità di incasellare la propria relazione in una griglia, se non per legittimare agli occhi degli altri ciò che vive.

Poliamore e Asessualità: come la mettiamo?

Per alcuni sembrerà un ossimoro, eppure dalle testimonianze di molte persone si evince che l’asessualità non è un elemento escludente nell’ambito del poliamore. Al netto delle doverose distinzioni fatte in precedenza, la maggioranza dei poliamorosi intende la propria modalità di relazione più orientata all’amore e ai sentimenti rispetto che alla sessualità, per cui non è raro per le persone poliamorose intrattenere relazioni d’amore che non includano il sesso.

Le critiche

Come prevedibile, molte sono state e sono tutt’ora le critiche mosse al poliamore.

Ci si interroga – nella migliore delle ipotesi, spesso si pontifica senza porsi domande – sulla difficoltà a tenere in piedi un gruppo di persone in cui ognuno si trova a dover mediare la propria visione del mondo con più persone, al fine di coesistere pacificamente.

E la gelosia?

E la competizione?

Quanto di tutto ciò ha a che fare con l’accettazione di una situazione scomoda pur di non perdere il partner e non con la reale volontà di allargare la coppia?

E quanto ha a che fare con la paura/l’incapacità di gestire una relazione esclusiva?

Per racchiudere un po’ il pensiero diffuso di chi storce il naso di fronte al poliamore, si può fare riferimento a quanto scrisse Umberto Galimberti per D-La Repubblica. In sostanza, Galimberti sostiene che il poliamore sia lo specchio della cultura dominante nel mondo moderno, contraddistinta da incertezza, instabilità, imprevedibilità; a suo parere tutto ciò rende altamente difficoltoso l’instaurarsi di legami affettivi duraturi. Di qui il disimpegno emotivo. La libertà, in questo contesto, non consiste più nello scegliere per realizzare sé stessi, ma nella necessità di non precludersi nulla: scegliere tutto per non scegliere realmente nulla.

 

E tu, cosa ne pensi?

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Debora Peruzzi

Autore da:  28 aprile 2018

Sono nata nel 1985 a Roma, dove ho studiato e lavoro. Dopo la laurea in Psicologia Clinica e di Comunità, al momento di scegliere in che ambito svolgere il mio tirocinio non ho avuto dubbi: la sessuologia ha sempre avuto un forte fascino ai miei occhi. Ho svolto entrambi i semestri del mio tirocinio post lauream presso l'AISC - Associazione Italiana di Sessuologia Clinica dove, successivamente, mi sono formata con un master biennale in Sessuologia Clinica.

Ho collaborato con Psicologia Radio - Media di informazione psicologica e sociale dove ho curato una rubrica di interesse sessuologico dal nome "Sessualmente".

Sono co-fondatrice e responsabile Lazio di NUDI - Nessuno Uguale Diversi Insieme, un'associazione di psicologi che si occupa del benessere delle persone LGBTIQ, operando sul territorio nazionale per quanto riguarda la sensibilizzazione, la formazione, la ricerca e la consulenza clinica. Inoltre, collaboro con una realtà di persone con HIV a livello di prevenzione, sensibilizzazione e supporto psicologico.

La mia priorità professionale nell'incontro con l'altro è la creazione di uno spazio protetto in cui una persona in crisi possa sentirsi accolta, ascoltata e non giudicata, con l'obiettivo comune di recuperare e /o costruire insieme gli strumenti indispensabili per vivere una vita consapevole, autentica e serena.