Sesso orale, parliamone

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sesso orale

Nonostante l’ipersessualizzazione della cultura occidentale, il sesso spesso rappresenta ancora un tabù: si fa ma non si dice. Questa sorta di reticenza riguarda ancor di più il sesso orale, una pratica che – non afferendo a quelle deputate alla riproduzione – ha senso di esistere solo in un’ottica di ricerca del piacere. Un pensiero ancorato a elementi di cultura tradizionale-cattolica inevitabilmente connota la questione in modo negativo, associando in automatico i rapporti oro-genitali a una dimensione di vergogna, peccato, immoralità, sconcezza. E’ vero che gli usi e i costumi si evolvono, ma il substrato culturale non muta in poche decine di anni; permane quel non-detto collettivo sufficiente a mantenere una riluttanza nel parlare di argomenti ritenuti sconvenienti. Eppure le statistiche e l’esperienza clinica evidenziano che il sesso orale occupa un posto importante nel menage di coppia.

International Steak and Blow Job Day tra goliardia e stereotipi

Proprio per quanto detto in precedenza, la scoperta di una giornata atta a celebrare il sesso orale mi aveva sorpresa e incuriosita. In rete si parla de “La giornata internazionale della bistecca e del sesso orale”; in realtà con questa iniziativa non si intende celebrare il sesso orale in generale, bensì la fellatio. La questione è interessante:

Come mai una giornata dedicata non anche al cunnilingus ma esclusivamente alla fellatio?

E soprattutto, come mai quest’ultima viene accostata alla bistecca?

Qualche ricerca mi ha condotta al sito http://www.steakandbj.org e tutto è stato improvvisamente chiaro.

A differenza di quanto avviene generalmente, questa giornata non nasce da un’iniziativa di un Organo Istituzionale volta a sensibilizzare riguardo a un argomento di interesse nazionale/internazionale, ma si tratta di una trovata goliardica che ha preso piede negli Stati Uniti una decina di anni fa per contrastare San Valentino. E’ stata scelta la data del 14 marzo non a caso, esattamente un mese dopo la festa degli innamorati, come scherzosa protesta e risposta alla melensità di una giornata improntata sul trionfo dell’amore, dei cuori, dei regali. Gli uomini si ribellano a tutto ciò: a loro piace ricevere sesso orale e mangiare carne.

L’intento spiritoso è chiaro a tutti, ma l’idea sottende degli assunti di base se non pregiudiziosi, quantomeno fuorvianti:

  • Le donne prediligono le cene a lume di candela e i cioccolatini;
  • Gli uomini prediligono il sesso orale e la bistecca.

I binomi uomo-sesso e donna-coccole, largamente condivisi, sono figli di un retaggio culturale basato su una forte distinzione di ruoli e attitudini di genere che – per quanto rassicuranti – non sono rappresentativi della realtà. Molti uomini sono entusiasti di festeggiare San Valentino e di coccolare la/il propria/o partner con dei pensieri affettuosi, molte donne amano il sesso orale e, elemento ancor più importante, una cosa non esclude categoricamente l’altra.

Gli stereotipi di genere in fatto di sessualità spesso condizionano le persone nel perseguimento dei propri desideri, nell’ammissione delle prorie fantasie, indirizzandole verso ciò che è ritenuto accettabile e decoroso.

Uno studio condotto presso l’università dell’Ohio da un gruppo di ricerca capitanato dalla dott.ssa Terri Fisher ha evidenziato come le persone sentano di doversi adeguare alle aspettative socio-culturali in fatto di sessualità. Studenti e studentesse intervistati sulle loro esperienze sessuali hanno prodotto risultati significativamente differenti in condizioni di non controllo e, al contrario, molto simili quando credevano di essere sottoposti alla “macchina della verità”. Ciò evidenzia atteggiamenti uguali e contrari: le donne tendenzialmente dichiarano meno esperienze per non apparire lascive, gli uomini ne dichiarano di più per darsi un maggior tono virile (tranne quando sono costretti a dire la verità).

Pensiamo anche al cunnilingus: quante donne sarebbero disposte a dichiarare apertamente di gradire la pratica? E quante donne sono reticenti a chiederlo durante il rapporto sessuale? Probabilmente la difficoltà è legata al fatto che è più culturalmente accettato che una donna tragga piacere da un rapporto coitale poichè è sotteso un coinvolgimento amoroso e/o passionale con il partner, per cui il tabù del piacere sessuale femminile è mitigato dalla motivazione relazionale. Nel cunnilingus la questione riguarda il soddisfacimento di un desiderio individuale, in cui il partner si mette a servizio di un momento di sano egoismo, mettendo in secondo piano i propri bisogni sessuali.

Il ruolo del sesso orale nella relazione di coppia

Eppure il sesso dovrebbe essere scevro da questi pensieri di autocensura e limitazioni, il sesso è incontro, coinvolgimento e conoscenza. E il sesso orale rappresenta proprio la possibilità di abbattere alcune barriere e conoscersi più intimamente. Si permette all’altro di venire a contatto con una parte di sè molto intima che spesso genera dubbi e paranoie e ci si espone al rischio del rifiuto o all’apertura dell’accettazione, molto di più rispetto a quanto non avvenga nel rapporto coitale. Il sesso orale, all’interno della coppia, rappresenta l’emblema della profonda confidenza, intimità e fiducia.

Un aspetto spesso dibattuto è la dinamica relazionale che si crea durante il sesso orale tra i partner: nella fellatio, chi assume il ruolo attivo e chi quello passivo? Ci sono diverse chiavi di lettura della questione, ma l’accordo si trova distinguendo tra fellatio e irrumatio. Nella prima pratica, chi stimola il pene con la bocca assume un ruolo attivo poichè detta i tempi della durata, del ritmo e dell’intensità del rapporto. In caso di irrumatio, al contrario, la persona che stimola con la bocca assume un ruolo passivo poichè l’uomo ha il controllo del rapporto tramite le spinte pelviche che rendono il cavo orale un orifizio passivo.

Si tratta quindi di uno scambio alla pari o di un rapporto di potere? Entrambe le cose.  Assecondare le fantasie e i desideri del partner non è indice di reale sottomissione: i ruoli presuppongono il gioco e il gioco presuppone rispetto e complicità. Se il rapporto prevede la libera scelta e l’espressione dei desideri di entrambi, i ruoli – anche intercambiabili – concorrono alla costruzione di una sessualità di coppia sana e appagante.

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Debora Peruzzi

Autore da:  28 aprile 2018

Sono nata nel 1985 a Roma, dove ho studiato e lavoro. Dopo la laurea in Psicologia Clinica e di Comunità, al momento di scegliere in che ambito svolgere il mio tirocinio non ho avuto dubbi: la sessuologia ha sempre avuto un forte fascino ai miei occhi. Ho svolto entrambi i semestri del mio tirocinio post lauream presso l'AISC - Associazione Italiana di Sessuologia Clinica dove, successivamente, mi sono formata con un master biennale in Sessuologia Clinica.

Ho collaborato con Psicologia Radio - Media di informazione psicologica e sociale dove ho curato una rubrica di interesse sessuologico dal nome "Sessualmente".

Sono co-fondatrice e responsabile Lazio di NUDI - Nessuno Uguale Diversi Insieme, un'associazione di psicologi che si occupa del benessere delle persone LGBTIQ, operando sul territorio nazionale per quanto riguarda la sensibilizzazione, la formazione, la ricerca e la consulenza clinica. Inoltre, collaboro con una realtà di persone con HIV a livello di prevenzione, sensibilizzazione e supporto psicologico.

La mia priorità professionale nell'incontro con l'altro è la creazione di uno spazio protetto in cui una persona in crisi possa sentirsi accolta, ascoltata e non giudicata, con l'obiettivo comune di recuperare e /o costruire insieme gli strumenti indispensabili per vivere una vita consapevole, autentica e serena.